La foto della settimana: saluti dal Lago di Garda

Non so se a te è mai capitato, quando si era ragazzi, di inviare o di ricevere delle cartoline spedite dai luoghi di vacanza. Quando io ero giovincella, durante le vacanze o le gite con la scuola era usanza piuttosto diffusa quella di comprare delle cartoline da spedire a parenti e amici rimasti a casa; viceversa, quando si rimaneva a casa e in vacanza o in gita ci andavano gli altri, era usanza altrettanto comune quella di ricevere le cartoline degli amici che erano partiti.

A me è sempre piaciuto scrivere, quindi mi impegnavo ad elaborare il messaggio di saluto pensando a due righe originali con cui riempire lo spazio striminzito sul retro della cartolina. Allora come oggi non avevo il dono della sintesi, ma perlomeno cercavo di non limitarmi a frasi fatte. Per esempio, mai e poi mai mi sarebbe venuto in mente di ricorrere alla frase “Saluti dal mare/dalla montagna/dal lago” come, invece, faceva qualcuno di mia conoscenza. Un po’ troppo stringato e del tutto impersonale, a mio parere…

Per fortuna quelli erano altri tempi! Oggi si condivide tutto in tempo reale attraverso MMS, Whatsapp o social network e se proprio vogliamo inviare una cartolina… beh, ne creiamo una virtuale. Se non consideriamo il limite dei 140 caratteri di Twitter, non ci sono nemmeno grosse restrizioni sulla lunghezza del testo (per la gioia mia e di quelli come me ;-) ). E allora mi spieghi com’è che, nel 2015, mentre passeggio e scatto fotografie sul lungolago di Lazise (VR) la prima frase che mi viene in mente per condividere uno dei miei scatti con gli amici virtuali è stata proprio la generica “Saluti dal lago di Garda”?

Lazise, Lago di GardaE’ da ormai due settimane che ripenso alla scelta – del tutto istintiva – di quella frase. Esattamente da quella prima vera domenica di primavera trascorsa pigramente a Lazise, sul Lago di Garda. Non so come e non so perché, ma mentre mi divertivo a ricercare scorci inusuali del lago da ritrarre con gli strumenti tecnologici a mia disposizione mi sono trovata a scattare una fotografia assai poco inusuale e… l’associazione è venuta da sé.

Così oggi, mentre sono a casa a ripensare a quella giornata sul lago, ripropongo la classica foto da cartolina accompagnata dalla classica – e aborrita – frase da cartolina… e confermo i classici saluti dal lago!

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La foto della settimana: tracce di Rinascimento a Pesaro

Io mica lo sapevo che partire per un viaggio organizzato verso la Francia mi avrebbe portato ad organizzarne tanti altri in Italia!! O meglio, lo immaginavo e lo speravo… ma prima di partire non mi aspettavo proprio che, in soli cinque giorni, sarei riuscita a creare con i compagni di viaggio dei legami che, andando oltre il superficiale, mi avrebbero in seguito portato ad organizzare delle réunion per rivederci. I classici “raduni” del gruppo con cui si è condiviso un viaggio organizzato, per intenderci… con la prospettiva di andare via via alla scoperta dei rispettivi paesi di provenienza, che nel nostro caso sono districati tra Emilia-Romagna e Marche.

Il primo incontro, tutto al femminile, ci ha viste raggruppate a Pesaro in una piovosa domenica di fine marzo. Il maltempo non ci ha tolto l’entusiasmo, comunque e, nonostante abbiamo dovuto ricorrere all’ausilio degli ombrelli per qualche momento, siamo riuscite ugualmente a passare una bella giornata. Le guide del nostro tour marchigiano, Rossella e Lorella, ci hanno accompagnate alla scoperta di tutte le prospettive fondamentali della città. Come moderne ciceroni – non per niente, sono sorelle ed entrambe insegnanti – ci hanno portato prima a passeggio sul lungomare di Pesaro; poi a pranzo (e di nuovo a passeggio) a Fiorenzuola di Focara, piccolo borgo del Parco del Monte San Bartolo; è seguita una breve visita alla vicinissima Gradara; e per concludere, una passeggiata per le vie del centro di Pesaro.

Guardando le foto che sono riuscita a scattare anche sotto la pioggia, oggi mi sono ritrovata a ripensare a quella giornata. E tra meravigliosi scorci costieri, che hanno mantenuto il loro fascino inalterato a discapito del brutto tempo, ed innumerevoli piccoli dettagli che mi hanno colpito nei due borghi medievali, è la simmetria geometrica e prospettica del portale di ingresso al Palazzo Ducale di Pesaro che scelgo di proporre oggi come foto della settimana.

Io mica lo sapevo che il Palazzo Ducale, oggi sede della prefettura, fosse una specie di “magazzino della storia” sito proprio al centro di Pesaro, esattamente all’incrocio tra quelle che erano le due vie principali dell’antica città romana, ovvero il cardo e il decumano. Affacciato su Piazza del Popolo, è il più importante edificio rinascimentale della città e fa parte dei palazzi storici, quelli che hanno visto l’avvicendarsi delle Signorie che li hanno voluti ed arricchiti in epoca medievale e rinascimentale. Benché oggi non identificabile, il nucleo più antico del palazzo ha origini malatestiane, mentre i successivi accrescimenti e accorpamenti sono invece riconducibili alla dominazione degli Sforza e dei Della Rovere. Grazie a questi ultimi il palazzo raggiunse il suo massimo splendore di corte cittadina.

Pesaro, Palazzo DucaleE mica lo sapevo che questa facciata quattrocentesca apre un percorso artistico e culturale per lo più sconosciuto, ma ugualmente accessibile. Sono, infatti, organizzate delle visite guidate nel corso dell’anno affinché pesaresi e turisti possano apprezzare uno dei luoghi simbolo della città e conoscere la storia delle famiglie che in epoca rinascimentale lo hanno riempito di tesori. Se poi penso che c’è anche un giardino segreto, direi che questo è un palazzo che devo assolutamente tornare a visitare, questo è poco ma sicuro!

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La foto della settimana: La Verna e la Pasqua di San Francesco

Al termine della Settimana Santa, in un continuum tematico che richiama la foto della scorsa domenica, oggi propongo un salto dall’Umbria alla Toscana verso un altro luogo legato alla figura spirituale di San Francesco. Un luogo che è famoso tanto quanto Assisi e che è oggetto dello stesso interesse cultural-religioso: il Santuario Francescano della Verna.

La VernaSito in provincia di Arezzo, il Santuario della Verna è molto caro ai fedeli devoti a San Francesco in quanto proprio qui, sul monte solitario e selvatico che un nobile aveva offerto in regalo a Francesco, quest’ultimo era solito ritirarsi in preghiera e in solitudine per lunghi periodi ogni anno. Ed è proprio qui che, come risposta alla preghiera rivolta a Dio di poter partecipare alla Passione di Cristo, il Santo ricevette le stimmate.

Immerso nella natura, su un’altura che domina il Casentino e l’Alta Val Tiberina, il Santuario non solo ripropone lo stesso clima di composta quiete e rilassata contemplazione che mi trasmette Assisi, ma attraverso l’evento delle stimmate diventa rappresentazione imprescindibile di quella Pasqua che proprio oggi celebriamo.

E per non dilungarmi troppo con parole che potrebbero risultare vuote o prive di senso, lascio che sia questa immagine a comunicare qualcosa al posto mio e chiudo questo pensiero della domenica augurando a tutti di trascorrere una

Serena Pasqua!

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La foto della settimana: ricordi di Assisi per la domenica delle palme

Oggi mi serviva una foto particolare, un’immagine che fosse collegata a un ricordo speciale ed evocativo insieme. Non ci ho messo molto a far ricadere la scelta su una città simbolo dell’Umbria e sull’edificio che di tale città è emblema. Oggi si va quindi ad Assisi, e precisamente alla Basilica di San Francesco.

Basilica San Francesco, AssisiSono stata ad Assisi due volte, la prima per una gita fatta con la scuola e la seconda per un blog tour. Se della visita di epoca scolastica ho solo ricordi sbiaditi, perlopiù conservati su vecchie fotografie a pellicola, dell’esperienza fatta in blog tour ho memorie molto più vivide – e non solo fotografiche. Sorvolando sul fatto che il blog tour abbia lasciato alquanto a desiderare, sono comunque affezionata a quel weekend umbro per tutta una serie di motivi.

Innanzitutto, in viaggio con noi c’era il mio cugi-nipote Enea. Beh, tecnicamente lui viaggiava ancora dentro la pancia della sua mamma, ma era comunque con noi… e visto che poco dopo ha deciso di nascere – con larghissimo anticipo sui tempi – ricordo Assisi come l’ultimo viaggio insieme a mia cugina incinta (peccato solo aver perso tutte le foto di lei col pancione!).

Secondo poi, quella tappa ad Assisi è stata un po’ come tornare a marinare la scuola. Con la stessa, identica sensazione di spensieratezza che caratterizza le bravate adolescenziali ;-) Lasciando stare il fatto che non ho quasi mai fatto puffi a scuola e quando lo facevo avevo il consenso preventivo dei miei genitori, per noi quella domenica passata pigramente a passeggio per Assisi aveva tutto il sapore della più autentica trasgressione.

Infine, uno dei ricordi più cari di quella giornata è la sensazione di calma e tranquillità che ho provato avvicinandomi passo dopo passo alla Basilica di San Francesco. Nonostante la folla che spesso e volentieri si incontra dentro e fuori dalla chiesa, è indubbio che nei paraggi dell’edificio che ospita la tomba del “poverello di Assisi” si respiri un’aria di ispirata contemplazione.

E credo di poter dire senza ombra di smentita che questo senso di pacifico stupore inonda l’anima di chiunque si appresti ad attraversare l’ingresso della basilica, sia esso credente o laico. Perché al di là del valore profondamente religioso che avvolge questo santuario, il visitatore rimane appagato anche dall’elevato valore artistico dell’edificio. E’ sufficiente menzionare la possibilità di ammirare il ciclo di affreschi di Giotto, sapientemente recuperati e restaurati dopo il terremoto del 1997, per programmare una visita ad Assisi approfittando dell’arrivo della bella stagione.

E poiché in questa giornata di fine marzo il mondo cattolico festeggia la domenica delle palme, mi sembra che la scelta della foto della settimana sia stata in un certo senso obbligata, anche se non scontata. Stavo cercando, infatti, un ricordo che fosse a metà strada tra il religioso e il culturale; credo che Assisi e la Basilica di San Francesco rappresentino al meglio entrambe le prospettive, o no?

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La foto della settimana: a passeggio lungo la Loira

E’ ufficiale: abbiamo svernato! La primavera – sia astronomica che convenzionale – è arrivata, gli eventi celesti del 20 marzo (equinozio, superluna e la tanto attesa eclissi) si sono verificati, ora aspettiamo solo che si concludano i si-spera-ultimi giorni di pioggia ma l’inverno si può ufficialmente considerare come un ricordo del passato. E con la primavera è tornata anche la voglia di ripartire: non solo ho già pronto un intenso programma fatto di viaggi, gite ed esplorazioni di varia natura per i prossimi mesi, ma ho già iniziato a pensare anche alla vacanza estiva (il viaggio di almeno una settimana, per intenderci) che avrà luogo presumibilmente nel mese di agosto.

La meta non è ancora decisa… in ballo ci sono tre regioni francofone che mi ispirano da matti, ma ho tutto il tempo necessario per arrivare a una scelta definitiva. Il fatto, però, che ad attirarmi siano tre regioni di lingua francese la dice lunga su quanto il viaggio del 2014 abbia lasciato il segno. È un po’ come se fossero stati piantati in me dei semi che ora mostrano i primi germogli, tanto per restare in tema di primavera :-) E se sognare nuove mete francesi (ma non solo) è una faccia della medaglia, dall’altra parte ci sono ad accompagnarmi i ricordi autenticamente francesi dell’ultima vacanza. Uno tra i tanti? La passeggiata lungo il quai de la Saussaye a Blois, ridente cittadina francese attraversata dalla Loira e pertanto compresa nel perimetro della famosa valle classificata come Patromonio Mondiale dell’UNESCO.

BloisEra il penultimo giorno di viaggio, stavamo lasciando la Normandia ed eravamo diretti a Sud verso Digione. Prima, però, ci attendevano due tappe affascinanti nella provincia Turenna della Valle della Loira. In questo caso, la realtà ha rispecchiato fedelmente quanto descritto nel programma di viaggio poiché abbiamo effettivamente percorso la vallata della Loira concedendoci una visita esterna ai favolosi castelli che l’hanno resa famosa: Amboise e Blois. Converrai con me che una visita esterna non è il massimo della vita, non quando si tratta di castelli… men che meno quando si sta parlando dei nientepopòdimenoche castelli della Loira. Ma tant’è, il programma di un viaggio organizzato non si cambia, ricordi?

E siccome in un viaggio organizzato i tempi sono serratissimi, quando abbiamo messo piede a Blois – guarda caso all’ora di pranzo – il tempo libero a nostra disposizione imponeva una scelta strategica. Contrariamente a quanto deliberato dalla maggioranza del gruppo, una volta adocchiato il castello (che sicuramente merita una visita approfondita, meglio se inserita in un itinerario dedicato solamente ai castelli della Loira), io ho optato per il rinvio del pranzo pur di dedicare il poco tempo concesso alla scoperta della cittadina. Ed è stato quasi per caso che, discesa la scalinata della piazza del castello mi sono ritrovata insieme a uno sparuto gruppo di minoranza a gironzolare per le viuzze del paese fino a ritrovarmi di fronte a lei, la grande protagonista della regione, la regina che regna incontrastata tra i tanti castelli che unisce: la Loira. E in una calda giornata di sole, ci siamo coccolati con una rilassata passeggiata lungo le banchine.

Una passeggiata che rifarei molto volentieri, magari con una puntatina oltre il pont Jacques Gabriel verso il quartier de Vienne o, perché no?, semplicemente interrompendo la camminata per sedermi a riva e godermi l’aria, il sole, l’atmosfera primaverile di Blois. In compagnia della Loira.

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