La foto della settimana: voglia d’estate e ricordi di Milano Marittima

Uffa… Basta pioggia!! Dopo un anticipo d’estate nelle settimane centrali del mese di maggio, quando il termometro ha sfiorato i 30°C facendoci assaporare le prime atmosfere tipicamente estive, ecco che siamo ripiombati di colpo dentro all’inverno. O almeno così sembra… qui in Romagna sono quasi due giorni che piove, sono passate all’incirca 48 ore (di fila :-( ) contrassegnate da un grigiore cosmico e da cumuli di nubi stratiformi che hanno rovesciato sulla nostra testa una quantità di pioggia come non se ne vedeva da tempo.

E soprattutto fa un freddo becco! Sì, perché dando credito ai meteorologici nostrani le temperature sono calate così di botto da farmi correre a tirare fuori dall’armadio il piumino da mezza stagione – non sto scherzando! – che avevo ormai riposto in attesa del prossimo autunno. Più che fine maggio, sembra novembre. O magari potremmo addirittura inventare un nuovo nome per questo mese dal meteo altalenante: facciamo qualcosa tipo maggembre?

Insomma, non che io sia una fan sfegatata dell’umida e opprimente calura estiva, però sono un pochino meteopatica e questo tempo grigio e bigio mi deprime non poco. Voglio che torni presto il sole, in pratica! Voglio lunghe giornate luminose, da riempire con tante cose da fare. Voglio iniziare ad andare al mare per abbronzarmi. Suvvia, voglio che si dia ufficialmente inizio all’estate 2015. E sulla scia di questi miei desideri oggi ho pensato di proporre una fotografia colorata, dagli accenti vivaci delle tipiche tonalità estive, che ho scattato l’anno scorso sulla spiaggia di Milano Marittima.

Milano Marittima, Peperittima Non che ciò che vedo quando guardo fuori dalla finestra mi faccia anche lontanamente venire in mente l’estate… pur tuttavia questa scelta mi sembrava di buon auspicio, in un vago tentativo di esorcizzare la depressione che ha caratterizzato gli ultimi giorni e nella speranza che vengano presto tempi migliori – in tutti i sensi! ;-)

Questa immagine casca poi a pennello anche per un altro motivo. Ripensando, infatti, al tempo e al luogo di questa fotografia, mi sono accorta che non l’ho scelta solamente per dare espressione alla mia fiduciosa attesa dell’estate che verrà, ma anche per restituire al presente un ricordo dell’estate passata. Sembra fatto apposta – e forse un po’ lo è – ma proprio questo weekend è lo stesso in cui l’anno scorso, di questi tempi, con un gruppetto di amici blogger si invadevano le strade e le spiagge di Cervia e Milano Marittima durante il blog tour #MiMa4You. E mi pare che l’anniversario di quel primo fine settimana di sole, di mare, di natura e di Romagna sia proprio tutto da festeggiare. O no?

Chissà, magari l’estate 2015 si decide a fare finalmente la sua comparsa e noi possiamo tornare tutti al Peperittima Beach Club, a prenderci cura della nostra tintarella e a deliziarci in riva al mare con un bel piatto degli spaghetti alle vongole più stratosferici che io abbia mai assaggiato ;-)

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#Tulipanomania2015: festa di colori al Parco Giardino Sigurtà

Se sei tra coloro che mi seguono anche sui social network oltre che sul blog, ti sarai probabilmente accorto che nei primissimi giorni di aprile i miei account riportavano aggiornamenti costanti, (quasi) unidirezionali e monotematici, più o meno riassumibili con l’espressione I ♥ tulips.

gruppo_rossoHo sempre dichiarato, infatti, che i tulipani sono i miei fiori preferiti (salvo poi scoprirmi profondamente attratta anche da calle, glicini, papaveri, rose, ginestre, girasoli e-chi-più-ne-ha-più-ne-metta… ma non è questo il punto) e quest’anno in occasione del mio compleanno avevo voglia di regalarmi un “viaggio ai tulipani”.

selfie

aiuola_multicolorePoiché l’obiettivo specifico era ubriacarmi di tulipani, la prima destinazione che mi è venuta in mente è stata il Parco di Keukenhof, in Olanda. Quando, però, nel pacco “regalo di compleanno” ho aggiunto anche la compagnia della mia mamma – che non avrei mai e poi mai convinto a prendere un aereo insieme a me – l’opzione olandese è risultata subito poco realizzabile.

mamma

di sotto in suRidimensionando quindi le distanze e pensando a una meta italiana che, oltre a un “viaggio ai tulipani”, ci consentisse di regalarci anche il nostro primo viaggio in due dopo che siamo rimaste solamente noi due, ho avuto pochissime esitazioni: saremmo andate a Valeggio sul Mincio (VR) e avremmo passato un’intera giornata al Parco Giardino Sigurtà.

tulipani_aiuoleIo l’avevo scoperto nel 2013, di ritorno da un weekend in Trentino e di quel primo entusiasmante incontro con il Parco Sigurtà avevo scritto una breve nota nella rubrica “La foto della settimana” (qui il link diretto al post). Complici i miliardi di foto che avevo scattato proprio in quell’occasione, quest’anno ho approfittato delle mie migliori immagini di repertorio per scandire il tempo che mancava all’appuntamento con il parco, previsto per l’11 aprile; addirittura su Twitter avevo lanciato un vero e proprio conto alla rovescia per tenermi compagnia nell’attesa della mia personalissima #Tulipanomania2015 ;-)

tulip CollagePoi è vero, il mio compleanno è arrivato; il soggiorno a Valeggio sul Mincio c’è stato; io e mia mamma abbiamo debitamente festeggiato per tre giorni di fila; io mi sono letteralmente ubriacata gli occhi dei colori sgargianti dei tulipani (oltre 1 milione!) di Sigurtà;

sweet hearte poi… le settimane sono volate via senza che io riuscissi a trovare un ordine tra i pensieri sparsi collegati a quel viaggio, per non parlare dell’ardua impresa di affrontare e scomporre il groviglio di emozioni che lo ha caratterizzato, o di selezionare e poi editare le foto più adatte a raccontarlo.

singoli_rosaaiula_alberi_giallo violaInsomma, questo post ha dovuto attendere un po’ per vedere la luce (un bel po’ in verità…), ma ora che i pensieri si sono sedimentati e hanno assunto una configurazione razionalmente utile a poter essere tradotta nei paragrafi di un testo non del tutto sconnesso, eccomi pronta a raccontare la parte più bella del mio bellissimo regalo di compleanno: la festa di colori della #tulipanomania2015 al Parco Giardino Sigurtà.

tulipani turchi2Memore dell’esperienza pregressa e conscia che il Parco Giardino Sigurtà si estende su una superficie di ben 600.000 metri quadrati (pari, per intenderci, a qualcosa come 120 campi da calcio!), avevo attentamente pianificato il mio weekend e deciso di dedicare al parco un’intera giornata.

parco_piantinaD’altronde, avevo seriamente intenzione di ubriacarmi di tulipani, perciò era facile supporre che una volta entrata lì dentro sarebbe stato molto difficile, se non impossibile, farmi uscire prima di aver avuto un incontro ravvicinato con tutti i tulipani del parco ;-) E che incontro è stato!! Non solo ravvicinato, ma su per giù pure individuale.

gigantiaiula_alberi_violettoI tulipani di Sigurtà, infatti, non si ammirano solo nelle ordinate e rigogliose aiuole progettate a regola d’arte dai maestri giardinieri, ma percorrendo il parco è assolutamente possibile imbattersi a tu-per-tu in singoli esemplari, ciascuno con le sue caratteristiche cromatiche e strutturali e da adorare, rigorosamente, uno alla volta.

Tulip Collage

Si tratta, in questo caso, di una fioritura non regolata, multiforme e multicolore, ottenuta dai bulbi “vecchi” spostati dalle aiuole di prima fioritura e ripiantati nelle zone boschive del parco. Se a contemplare le aiuole gli appassionati come me sono capaci di perdere le ore, lo stupore continuo che si prova di fronte alla eclettica cacofonia dei tulipani di sottobosco non è da meno e richiede, come minimo, altrettanto tempo.

sottobosco

Il consiglio (assai apprezzato!) di non lasciarci scappare i tulipani di sottobosco ci è stato dato dalla guida che ci ha accolto a Sigurtà e accompagnato in una visita guidata alle peculiarità del parco giardino.

sottobosco2Per quanto celere e svolta in tempi serratissimi, la visita mi ha fatto scoprire tante cose che non conoscevo sui tulipani, a partire dal fatto, ad esempio, che il paese di origine di questi fiori non è l’Olanda come si può comunemente ritenere, bensì la Turchia. La prima vera tulipanomania è scoppiata in Olanda, questo è vero, ma la parola “tulipano” deriva dal turco tullband, che significa “turbante”; guardando la selezione di variopinti e sgargianti tulipani turchi che fa bella mostra di sé in una specifica zona del parco, non è poi così difficile immaginare il perché di questa associazione.

tulipani turchiDelle 300 varietà di tulipani che fioriscono al parco, solo pochissimi bulbi vengono direttamente dalla Turchia; tutti gli altri arrivano dall’Olanda, niente-popò-di-meno-che da Keukenhof, dove i Conti Sigurtà si recano personalmente ogni anno per scegliere il tipo di tulipani da far fiorire a Valeggio. Alla fin fine, quindi, sono comunque riuscita a condire i festeggiamenti con un assaggio di Olanda anche se non sono propriamente volata a Keukenhof ;-)

aiula_alberi_giallo rosagruppo_arancio2Dei tulipani fioriti al Parco Sigurtà ne ho avuto ben più che un assaggio: diciamo che del milione di esemplari fioriti, ne avrò visti più o meno 999.000! E’ stato più forte di me, ma anche dopo ore dal mio ingresso al parco, non riuscivo a fare a meno di ammirare estasiata qualunque tulipano mi si parasse di fronte; per non parlare dell’incapacità cronica di smettere di fotografare quegli splendidi bulbi in fiore, alcuni di una bellezza talmente disarmante da farmi pensare a vere e proprie opere d’arte della natura.

singolo_opera artegruppo_rosso gialloE nonostante la stanchezza abbia fatto capolino verso il tardo pomeriggio, io più ne osservavo e più ne volevo vedere!

Dopo un’intera giornata passata a gironzolare in lungo e in largo per il parco, però, è innegabile che abbiamo iniziato ad avvertire una certa spossatezza. Ovviamente, essermi prefissa di girare tutto il parco, seppur nell’arco di un’intera giornata, non è stata impresa da poco; e, altrettanto ovviamente, aver deciso di abbandonare il piano iniziale di arrivare al parco in bicicletta e visitarlo comodamente in sella a una due ruote (a pedali!) ha reso del tutto prevedibile l’affaticamento di fine giornata.

gruppo_rosa Considerate le dimensioni del parco, infatti, la bici è e rimane a mio avviso il mezzo più idoneo con cui andare alla scoperta del parco, sia in termini di comfort che di economicità: si può accedere al parco con la propria bicicletta – praticamente a costo zero, – oppure si può noleggiare una bici direttamente al parco con una piccola spesa di 3,00 € all’ora.

gruppo_biciUn’alternativa alla bici, ugualmente comoda ma leggermente più cara, è costituita dal golf cart: una volta appresi i rudimenti della guida, anche i meno esperti saranno in grado di raggiungere in tranquillità ogni angolo del parco. Imperdibile, infine, l’ “itinerario degli incanti” ovvero il tour panoramico a bordo di un trenino che in poco più di mezz’ora svela ai visitatori tutti i luoghi più suggestivi del parco: un’esperienza di sicuro appeal tanto per i grandi, quanto per i più piccini (qui trovi tutte le informazioni e i prezzi).

Noi non ci siamo affidate a nessun mezzo che non fossero le nostre gambe: a piedi, abbiamo completato la visita di tutto il parco!

panchineAbbiamo approfittato di tanto in tanto delle comode panchine disseminate qua e là, ora all’ombra di un albero, ora in pieno sole, per riposarci e riprendere fiato; e ancora, equipaggiate di un indispensabile telo da mare, ci siamo godute il parco fino in fondo distendendoci qui e lì, sull’erba dei grandi tappeti erbosi che ci hanno rilassato, coccolato e rinvigorito come i più preziosi alleati naturali.

selfie1Io ho approfittato di queste pause per tenere aggiornati i social e, ci credi?, anche per avvicinare mia mamma all’arte del selfie :-D D’altronde, come ha giustamente affermato la Dott.ssa Sigurtà durante la conferenza stampa che ha visto premiati i vincitori del progetto “Il Parco Giardino Sigurtà e le sue fioriture”, “il parco, per la sua bellezza si avvicina molto all’arte; arte che ognuno ha dentro di sé ed esprime in vario modo”.

Beh, se gli studenti del corso di “Progettazione grafica e comunicazione” dell’Accademia di Belle Arti di Brescia “Santa Giulia” che hanno partecipato al progetto sono riusciti a trasmettere la propria arte dando espressione grafica alle straordinarie fioriture del parco giardino, io mi sono espressa a modo mio attraverso i social network, soprattutto con Instagram ;-)

instagram tulip CollageE poiché il Parco Sigurtà è noto per le fioriture stagionali, visto che non c’è la minima possibilità che io ne abbia avuto abbastanza, è molto probabile che programmerò una o più visite nei prossimi mesi. Dopo i tulipani di aprile, infatti, a maggio è il periodo delle rose (ben 30.000!) che decorano il chilometro del celebre Viale delle Rose; inizieranno poi a vedersi le ninfee tropicali e rustiche, i papiri d’acqua e i fiori di loto che impreziosiranno gli specchi d’acqua in estate; in autunno, infine, ci sarà ad attenderci l’esplosione dei colori autunnali in un richiamo al foliage cui sarà sicuramente impossibile resistere.

lungo lagoInsomma, la natura in senso lato è la vera protagonista assoluta al Parco Giardino Sigurtà. Per fortuna la Famiglia Sigurtà ha aperto il parco al pubblico, consentendo a chiunque di deliziarsi delle più incredibili varietà della natura che vi sono concentrate e dato che quest’anno il parco resterà aperto tutti i giorni fino all’8 novembre, non ci resta che organizzare la prossima visita. Chissà quali meraviglie ci aspettano al Parco Sigurtà?

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La foto della settimana: Gradara, dettagli e ricordi del borgo

Avevo già anticipato tempo fa che la prima réunion tra donne del viaggio in Normandia ci aveva viste radunarci a Pesaro e fare tappa, tra le altre, a Gradara (qui il link diretto). Nota ai più per la presenza massiccia ma comunque elegante della Rocca, la fortezza che domina le terre di confine tra Romagna e Marche e che è rivendicata come luogo simbolo del tradimento e del delitto legati alla tragica storia d’amore consumatasi tra Paolo e Francesca, Gradara è spesso e volentieri meta di quel turista che dalla costa adriatica è desideroso di spostarsi nell’entroterra per immergersi nell’atmosfera storico-culturale di un borgo d’altri tempi.

Nato nel medioevo come fortificazione militare votata a funzione difensiva, il castello ha poi assunto carattere di residenza nobiliare ospitando le grandi Signorie rinascimentali che si sono susseguite al comando della regione, a partire dai Malatesta. E attorno al castello era sviluppato un piccolo borgo, interamente fasciato da mura merlate percorse da camminamenti di ronda, che oggi sono percorribili anche se solo per un tratto. Tanto il villaggio all’interno, quanto il dolce paesaggio all’esterno risultano una visione incantevole dall’alto delle mura.

Aggirarsi in tutta calma per le vie e i vicoli di Gradara consente di godersi una autentica scenografia medievale, resa ancora più suggestiva dalle vedute panoramiche che aprono lo sguardo attraverso le infinite sfumature di bruno-verde delle valli e delle colline, fino ad arrivare alle varie nuance azzurre del mare. Uno spettacolo irrinunciabile, perfino in un giorno di pioggia come quello che attendeva noi al nostro arrivo a Gradara.

Gradara

Io ero convinta di non essere mai stata a Gradara; ma ci sono già stata per forza, dato che ricordo molto bene gli interni del castello… probabilmente, l’avrò visitato durante una gita non ben identificata ai tempi della scuola elementare. Non ricordavo assolutamente, invece, di avere mai passeggiato per il borgo… o meglio, la quasi totale assenza di ricordi del borgo mi aveva convinto di non avervi mai messo piede. Anche in questo caso però mi sbagliavo, perché appena lasciato il parcheggio, all’ingresso del paese sono stata folgorata da un dejà-vu che mi ha catapultato direttamente agli anni dell’università, quando con un gruppetto di amici abbiamo organizzato un’uscita pomeridiana proprio in quel di Gradara, senza peraltro visitare il castello.

L’ultima volta che ci sono stata, comunque, credo che sarò in grado di ricordarla anche negli anni a venire: ho scattato così tante foto che dimenticare quell’oretta passata a passeggiare, sotto la pioggia, attorno al castello alla scoperta di tutti gli angoli del borgo sarà difficile, se non impossibile ;-) E sono stati talmente tanti i dettagli che mi hanno colpito di Gradara, durante la camminata lungo le mura e per le vie del borgo, che ho deciso di rendere i ricordi di quella giornata del tutto imperituri scegliendo una fotografia da lasciare oggi qui sul blog.

E tu hai già qualche ricordo più-o-meno-offuscato di Gradara? Se non ci sei mai stato, o se come me hai solo dei ricordi sbiaditi, credo che faresti bene ad organizzare una gita ;-)

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La foto della settimana: i balconi fioriti di Santarcangelo di Romagna

C’è un evento, in Romagna, che a mio parere rappresenta l’apice della primavera: la “Festa dei Balconi fioriti” a Santarcangelo di Romagna. Si tratta di una manifestazione organizzata nel comune dell’entroterra riminese ogni anno verso metà maggio, che richiama non solo appassionati di giardinaggio e amanti dei fiori offrendo l’occasione di rinverdire i propri giardini o terrazzi, ma che coinvolge attivamente gli stessi santarcangiolesi, chiamati ad addobbare il paese a festa per aggiudicarsi il primo posto al concorso dei balconi fioriti, appunto.

balconi fioriti Perché “Balconi fioriti” è sì una fiera dedicata a fiori e piante, una due-giorni in cui convergono a Santarcangelo commercianti, fioristi, vivaisti e tanti altri espositori pronti ad offrire al visitatore i propri prodotti e consigli in termini di fiori, piante ornamentali, erbe aromatiche e quant’altro. Ma non solo.

Per molti aspetti simile a una delle tante manifestazioni e mostre mercato sullo stesso tema che in primavera trasformano in giardini fioriti numerose cittadine dell’Emilia-Romagna (penso alla mostra mercato di Sant’Agata Bolognese (BO), a San Lazzaro di Savena (BO), al Carnevale dei fiori di San Giovanni in Persiceto (BO), a “Floravilla” presso Villa Braghieri a Castel San Giovanni (PC), a “Cervia Città Giardino” (RA), a “Cattolica in fiore” (RN), solo per citarne alcune), “Balconi fioriti” si contraddistingue nel suo genere proprio per il concorso omonimo.

E allora ecco che anche il semplice curioso, poco o per nulla interessato all’acquisto di fiori, piante e compagnia, può trovare l’occasione giusta per andare alla scoperta di un meraviglioso centro storico – ti ricordo che il borgo di Santarcangelo è costruito sul monte Giove (se te lo sei perso, ecco qui il post in cui racconto questa particolarità del paese) – addobbato a festa. Sì, perché di vera e propria festa si tratta!

E con i singoli cittadini, i negozianti e le associazioni locali impegnati a creare allestimenti floreali sempre più sbalorditivi per aggiudicarsi il titolo di miglior “balcone fiorito” dell’anno, puoi stare tranquillo che il centro storico sarà una vera delizia per gli occhi. I colori variopinti dei fiori selezionati per adornare i vicoli, i cortili, i davanzali delle finestre e i balconi dei palazzi rappresentano la primavera al massimo del suo splendore e se, come me, sei un amante della fotografia, questi scorci costituiranno ottimi soggetti per i tuoi scatti.

Io di questo sono certa al 110%; tu che fai, vieni a Santarcangelo per controllare se ho ragione? P.S. Quest’anno il weekend di “Balconi fioriti” è il 16-17 maggio.

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La Sicilia a Milano: la gelateria Stecco Natura sui Navigli

Che ero entrata in contatto con la Sicilia più autentica in quel di Milano l’avevo già detto, ricordi? Ero rimasta talmente colpita dai sapori veraci della tradizione palermitana riproposti dall’Antica Focacceria San Francesco che avevo scritto un post dedicato alle sfiziosità assaggiate nel ristorante di Via San Paolo, in zona Duomo (qui trovi il link diretto). [Ah, a proposito! Durante l’ultimo soggiorno milanese abbiamo scoperto che in Via Panfilo Castaldi, nei pressi di Porta Venezia, c’è un altro bel ristorante dell’Antica Focacceria… casomai ti trovi a passare da quelle parti e vuoi deliziarti con qualche piatto siculo ;-) ].

Che della Sicilia so poco o niente è cosa altrettanto nota. Nonostante vi risiedano degli pseudo-parenti, io ci ho messo piede solo una volta e di volata: era dicembre e si sposavano degli amici calabresi; per raggiungerli a Reggio Calabria, abbiamo prima volato su Catania e poi abbiamo visto parte della costa orientale dell’isola dal finestrino del treno che ci portava a Messina. Aggiungiamo pure il viaggio di ritorno, ma le mie frequentazioni con la Sicilia finiscono qui :-( Per fortuna, però, ci sono viaggi che si possono fare, se non fisicamente, perlomeno virtualmente e in questo senso la mia conoscenza della Sicilia sta pian piano incrementando, soprattutto dal punto di vista enogastronomico :-)

stecco natura, MilanoGrazie ai piaceri della tavola e alla scoperta di prodotti di origine siciliana al 100%, infatti, il mio viaggio di avvicinamento alla Sicilia non è per nulla virtuale, anzi! Certo, è un viaggio che passa sempre per Milano, ma da qualche parte bisognerà pur cominciare… o no? E così io ho iniziato – o meglio, proseguito – i miei incontri di gusto con la Sicilia accettando un invito a visitare la Gelateria Stecco Natura di Via Vigevano, niente meno che in zona Navigli. Qui ho trascorso un’oretta in compagnia di Maddalena, la titolare, a farmi raccontare il viaggio che gli ingredienti dei suoi gelati fanno dalla Sicilia al capoluogo lombardo, mentre le mie papille gustative rinnovavano l’incontro con il sapore ricco e autentico dei pistacchi di Bronte.

Stecco Natura, pistacchioE dopo aver assaggiato un’ampia per non dire tutta la selezione di gelati – rigorosamente su stecco – prodotti naturalmente con i migliori ingredienti siciliani, posso tranquillamente dirlo: il gelato al pistacchio è stato in assoluto il mio preferito. Perché il pistacchio lo senti, lo vedi e lo assapori; insomma, lo gusti! Non per niente, è un pistacchio di Bronte DOP: un prodotto a denominazione di origine protetta e Presidio Slow Food, che finisce dritto dritto dai terreni della provincia di Catania agli stecchi di faggio venduti in una gelateria artigianale a quattro passi dal Naviglio Grande di Milano. Se non sei un fan del pistacchio ma vuoi comunque deliziarti con una delle “creme da passeggio” di Stecco Natura, puoi provare il gelato alla nocciola o quello alla mandorla, ottenuti rispettivamente dalle nocciole dei Nebrodi e dalle mandorle pizzute di Avola.

Se poi sei in vena di cadere in tentazione e pensi che uno stecco al cioccolato – bianco o fondente – non possano soddisfarti del tutto, puoi sempre cedere alle lusinghe dei “capricci da passeggio”. I gelati alla ricotta, al mascarpone, alla nutella o il rivisitato cheese cake sono decisamente più sostanziosi, ma nondimeno invitanti. La goloseria più stuzzicante di tutte, comunque, è e resta una sola: la possibilità di personalizzare il proprio stecco abbinando al gusto prescelto una ricopertura di cioccolato fuso (nelle varianti bianco, al latte o fondente) cui si può aggiungere, in un ulteriore strato, la granella (di nocciole, di mandorle, di pistacchio o di cocco). In pratica, una tentazione cui non si può resistere!

stecco natura_ricoperturaPer chi vuole rimanere più leggero e concedersi un gelato gustoso mantenendo al contempo un occhio alla linea, c’è tutta la produzione degli stecchi alla frutta: arancia, limone e mandarino rimandano le più tipiche fragranze degli agrumi di Sicilia, per non parlare dell’esplosione di gusto garantita da fragola, anguria, fico d’india e mango. Un modo eccellente per fare uno spuntino con un gelato che non è solo al gusto frutta, ma che è la frutta.

stecco natura_collageSe poi consideriamo che tutti i gelati sono prodotti in maniera naturale, senza utilizzo di conservanti o elementi di sintesi, senza glutine e senza aggiunta di aromi o emulsionanti, ecco che il nostro spuntino rimane genuino al 100% anche se abbandoniamo la frutta per concederci uno stecco più sfizioso. E dal momento che viene proposta pure la linea delle creme senza latte, anche gli intolleranti al lattosio possono appagare i loro sensi con un gelato da passeggio assolutamente godurioso.

stecco natura, navigliInsomma, ce n’è davvero per tutti i gusti! Magari non azzarderei del tutto negli abbinamenti: se vuoi esaltare i sapori del tuo stecco senza incappare in spiacevoli sorprese, lascia che sia Maddalena a consigliarti il miglior abbinamento di cioccolato fuso e granella; oppure, se proprio non riesci a decidere quale stecco assaggiare, abbandona l’idea e fatti preparare da Maddalena un frappè; o ancora, chiedile se ha pronta da assaggiare la rivisitazione di Stecco Natura del cannolo siciliano.

In un modo come nell’altro, qualunque sia la sfiziosità che deciderai di gustarti da Stecco Natura sui Navigli, ti assicuro che non ne resterai affatto deluso. E la Sicilia ti sembrerà senz’altro più vicina. Parola di Aury ;-)

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