Pisa sconosciuta e insolita – parte I

Io lo sapevo che tardando a scrivere poi sarebbe stato tutto più difficile! Ormai ho una certa età, le facoltà mnemoniche non sono più così sviluppate e, come immaginavo man mano che passavano i giorni, mi sono dimenticata metà delle cose che volevo raccontarvi :( Almeno, però, è tornata l’ispirazione: un applauso! Stavo riguardando le foto del mio tour di Pisa quando è scattata la molla, così ora che la Sig.ra ispirazione e il Sig. tempo libero si sono incontrati e sembrano andare di nuovo d’accordo mi sono messa a scrivere.

Oggi vi porto in una bella città a me finora sconosciuta: Pisa. Io non c’ero mai stata e la mia prima volta in assoluto è stata con un’accompagnatrice d’eccezione, una pisana doc che considero un’amica e che ormai conoscete bene anche voi: Silvia, aka Sig.ra Trippando. Incontrateci per la prima volta in Romagna in occasione del Rimini Tipica Blog Tour, dopo circa due settimane ci siamo riviste in terra toscana e, manco a dirlo, ci siamo divertite parecchio.

Per me che non avevo mai messo piede in città è stato quasi d’obbligo partire con una visita al Campo dei Miracoli. Sapete che il nome di questa piazza deriva da un’espressione di meraviglia di Gabriele D’Annunzio? Proprio così: ammirando la lucentezza dei bianchi monumenti che poggiano su un prato verde brillante e si stagliano contro un cielo azzurro cristallino, contemplando lo spettacolo cromatico che aveva di fronte il Vate esclamò “Ma questo è un miracolo!” e da qui il nome che più comunemente caratterizza la Piazza del Duomo. I “miracoli”, simboli dei cicli della vita, altro non sono che gli edifici disposti a croce nella piazza: il Battistero, che rappresentava il momento della nascita, a ovest; la Cattedrale, che scandiva la vita religiosa dei fedeli, a est; sull’asse nord-sud si trovano il Campo Santo e l’Ospedale, rispettivamente simboli di morte e di malattia.

Nostro cicerone nella visita alla città è stata Martina Manfredi, fondatrice di Tuscany at Heart. Quanto cambia, ragazzi, andare in giro per una città e conoscerla insieme a una guida turistica specializzata! Martina non ci ha solo raccontato le vicende che hanno caratterizzato la vita della repubblica marinara dal dominio dei mari alla capitolazione alla Signoria di Firenze, ma ci ha anche svelato le tante leggende e il simbolismo legati agli edifici di una delle piazze più famose d’Italia  e ci ha rivelato quegli aspetti della città che spesso e volentieri rimangono sconosciuti agli stessi pisani, oltre che ai tanti turisti. Insieme a Martina, ad esempio, potete scoprire perché secondo il calendario pisano la costruzione del Duomo risale al 1063 anziché al 1064; oppure comprendere perché la famosa torre pendente, campanile del duomo, non sia stata costruita adiacente alla basilica; infine cogliere il momento perfetto per entrare al Battistero ed avere una dimostrazione unica del particolare fenomeno dell’eco plurimo.

Le curiosità che personalmente mi hanno colpito di più riguardano prevalentemente le leggende legate al Duomo. Innanzitutto, ammirandone la facciata dovrebbe colpirvi (condizionale d’obbligo, visto che io non ci avevo fatto caso) una colonna di porfido rosso che spicca perché di colore diverso rispetto alle altre: essendo stata sottratta dal Tempio di Venere a Maiorca, per chi la vede – per un colpo di fortuna o semplicemente perché è più attento di altri – ci sono risvolti interessanti sulla fedeltà di coppia ;-)

Dall’amore all’invidia, un’altra leggenda vuole che il Diavolo abbia tentato di distruggere la cattedrale perché invidioso della sua maestosità e bellezza; per fortuna non ci è riuscito, ma i segni dei suoi artigli sono rimasti conficcati in un blocco di pietra. Il fatto diabolico è che provando a contare gli artigli del Diavolo risulta sempre un numero diverso!

E se volete scoprire qualche altro dettaglio insolito su Pisa, dal 29 giugno al 2 luglio seguite i bloggers del Pisa Blog Tour 2012!

Continua…

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Unknown and unusual Pisa – part I

I knew that the more I delayed this post, the more difficult it would have been to remember what I wanted to write! Given that I use to forget everything I am told immediately after it had been said, it was easy to foresee that as the days stretched out recalling some details I wanted to share with you would have required bigger efforts on me :( But luckily inspiration is back, at least. I was looking at the pictures of my tour in Pisa when Ms. Inspiration matched with Mr. Leisure time and now that they seem go hand in hand with each other again I am simply writing. 

The destination I chose for you today is a town I had never gone to before: Pisa. I was accompanied in my first visit there by a special host, a friend born in Pisa and a blogger too: Silvia, alias Mrs. Trippando (in Italian). Following frequent virtual meetings, we met for the very first time in Romagna, thanks to the Rimini Tipica Blog Tour; after two weeks, we saw each other again in Tuscany. No need to say we had lot of fun.

Being it  my first foot in Pisa, I couldn’t miss a stop at the Miracles Square. Did you know that the name of this square comes from Gabriele D’Annunzio’s wonder at admiring the shine of the white monuments resting on bright green and standing out in a crystal blue sky? That was it: looking at the colour beauty in front of him, the Bard stated that was a real miracle, giving birth to the name that most commonly the Duomo Square is referred to as. Like symbols of the life cycles, the “miracles” are actually the four buildings forming a cross in the square: the Baptistery representing birth, on the West side; the Duomo (Cathedral), where the believers articulated their faith, on the East; on the North-South axis, the Monumental Cemetery and the Hospital, representing death and disease respectively.        

Founder of Tuscany at Heart, Martina Manfredi guided our tour in town. It’s almost incredible how walking through a town with a specialized tourist guide makes the tour much more interesting and attractive! Not only did Martina tell us about the events that had happened when Pisa was a sea republic – from ruling the seas to surrendering to Florence – but she also unveiled many legends and symbols linked to the buildings of one of the most famous Italian squares and showed us peculiar aspects of her town, many of which often unknown not only to tourists but also to locals. Martina could thus explain you why according to the Pisa calendar the building of the Duomo dates back to 1063 instead of 1064; or you could discover why the leaning tower, which is supposed to be the bell tower of the cathedral, wasn’t build next to its church; and she can let you enter the Baptistery at the right time for you to get a demonstration of its fabulous acoustics.     

I was mostly impressed by some curiosities concerning the legends about the Duomo. First of all, looking at its main façade you should notice (and I say you should just because I actually didn’t notice it) a column of red porphyry standing out because of its different colour: it was stolen from the Temple of Venus in Maiorca, and it is said to bear interesting outcomes in the realm of faithfulness for those who can see it – by either chance or paying due attention ;-)

From love to envy, another legend tells that the Devil attempted to destroy the cathedral because he was jealous of its awfulness and beauty; fortunately he didn’t succeed in his attempt, but the signs left by his talons remained embedded in a block of stone and are still visible. What’s really diabolic is that if you try to count these Devil’s talons, you’ll never get the same number twice

If you would like to find out some further unusual detail about Pisa, just follow the bloggers participating to the Pisa Blog Tour 2012 (in Italian) from June 29 to July 2!

To be continued…

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Informazioni su Aurora Domeniconi

Sono talmente innamorata della Scozia e appassionata di storia e cultura celtica che l'unico paese estero in cui potrei vivere è proprio la Scozia. Da qualche anno sono impegnata nella scoperta di tanti bei posti a me sconosciuti, soprattutto in Italia; approccio ogni meta con curiosità e genuino interesse. Adoro cucinare, anche se non ho molto tempo per farlo, nè gli strumenti adeguati a supportare questa mia passione; mi arrangio un po' come capita e soprattutto mi piace cucinare per condividere i risultati con gli amici. Enogastronomico è l'aggettivo che definisce tutti i miei viaggi.
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